Report

Si dà di seguito una breve introduzione al: I Report  “DM 77, Piani di programmazione delle Regioni e stato attuale. Riflessioni e temi da affrontare”
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Introduzione
Il punto di partenza dell’indagine è stato Il DM 77/2022, il Decreto Ministeriale che ha definito i “Modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio Sanitario Nazionale”.
Alle Regioni, dalla data di pubblicazione in G.U. il 22 giugno 2022, è stato concesso, a fronte della sottoscrizione dei CIS (Contratti Istituzionali di Sviluppo), un tempo massimo di 6 mesi per adottare il provvedimento e adeguare l’organizzazione dell’assistenza territoriale e del sistema di prevenzione sulla base degli standard indicati dal Decreto, in coerenza con gli investimenti previsti dalla Missione 6, Component 1, del PNRR.
Per maggiore chiarezza, la Missione 6, Component 1, del PNRR, che riguarda le “Reti di prossimità, strutture intermedie e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale”, ha come obiettivo quello di rafforzare l’assistenza sanitaria sul territorio, rendendola più accessibile e vicina ai cittadini e concentrando gli investimenti sui punti chiave indicati dal DM 77, in particolare: Case di Comunità, Case come primo
luogo di cura e telemedicina, Ospedali di Comunità, Centrali Operative Territoriali (COT).

IL DM 77
Il DM 77 tende esplicitamente a rafforzare poi l’assistenza domiciliare, indicando la necessaria integrazione tra i servizi sanitari e sociali e ponendo l’accento sulla continuità dei percorsi di cura tra ospedale e territorio, sottolineando la necessità di un coordinamento tra le diverse reti di prossimità e di servizi. Istituisce, inoltre, l’Infermiere di comunità, professionista di riferimento, che assicura l’assistenza
infermieristica ai diversi livelli di complessità, in collaborazione con tutti i professionisti presenti nella
comunità in cui opera.
Infine, nel DM 77, è chiarissimo, nel più ampio contesto organizzativo del processo assistenziale, l’accenno alla nuova funzione che in esso dovranno svolgere le farmacie come farmacie dei servizi/farmacie di comunità.
I Piani regionali dell’assistenza sanitaria territoriale: lo stato attuale
Sulla spinta del DM 77, le Regioni hanno, dunque, redatto propri piani di riorganizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale (ogni regione ha dato a questo progetto un proprio titolo e ciò ha creato una macedonia non utile alla sintesi), che ha prodotto una serie di documenti eterogenei, non tanto nella coerenza con le indicazioni del DM 77, quanto nei modelli organizzativi adottati e nell’arco temporale di durata indicata dagli stessi Piani, che varia da Regione a Regione e che in sintesi vede:
Piani con arco temporale 2022/2025: VdA, Liguria, Marche, Molise, Lazio (esteso al 2026), Lombardia (esteso al 2028), Piemonte (esteso al 2030);
Piani con arco temporale dal 2022, ma senza data finale: FvG, Abruzzo, Basilicata, Campania, Sicilia, Calabria (dal 2023);
Piani da pubblicare o in fase di aggiornamento: Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Puglia, Sardegna.

Alcune riflessioni
Nell’insieme, si tratta di Piani ancora in fase realizzazione e allo stato iniziale nei modelli organizzativi, che non hanno, tuttavia, inficiato il processo di realizzazione degli Ospedali di Comunità, delle Case di Comunità e delle COT (Centrali Operative Territoriali), ma che sta creando un prevedibile disallineamento e scarto tra i presidi creati e non sostenuti da adeguati modelli di organizzazione dei processi assistenziali, la cui realizzazione si presenta a macchia di leopardo.
Ad esempio, sono ancora deboli di fatto i modelli assistenziali domiciliari, il ruolo strutturato delle farmacie dei servizi, i servizi professionali di assistenza come l’Infermiere di Comunità.

L’attivazione dei servizi di telemedicina
Per quanto concerne, poi, l’attivazione dei servizi di telemedicina, raggiunto l’obiettivo della realizzazione delle COT, da poco sono stati portati a termine i collaudi di tutte le IRT (Infrastrutture Regionali di Telemedicina); a fine anno è previsto l’avvio dei servizi di telemonitoraggio per i target assegnati, ma la criticità che già si denota, è quella di avere seguito un modello prestazionale e non di presa in carico, per cui la sfida della telemedicina come strumento in grado di sostenere la continuità assistenziale, di favorire la presa in carico e di portare le cure al domicilio in un insieme (ecosistema) integrato e interoperabile, è ancora tutta da giocare.
Se, come detto, l’obiettivo delle COT, sia per quanto concerne il numero che per l’integrazione tecnologica è completata, restano ai margini dell’ecosistema digitale gli Ospedali di Comunità e le Case di Comunità non collegati nella stragrande maggioranza con gli altri presidi e con un uso ancora preponderante del documento cartaceo.

Lo stato di avanzamento del PNRR/DM 77

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