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L’approvazione della legge di bilancio 2026 rappresenta un passaggio significativo per il sistema sociosanitario italiano. In particolare, per l’assistenza domiciliare si può finalmente parlare di un’uscita dalla marginalità normativa che per anni ne ha limitato sviluppo e riconoscimento.
Le novità
Nella manovra emergono segnali positivi: l’assistenza domiciliare integrata entra nei percorsi di dimissione protetta; si rafforza la sanità territoriale, anche attraverso il ruolo delle farmacie di comunità; l’assistenza agli anziani non autosufficienti viene ricondotta ai Leps; nasce un Fondo strutturale per i caregiver familiari. Non è ancora il punto di arrivo, ma è un cambio di direzione importante: la cura non può essere concentrata solo nelle strutture, deve arrivare nelle case, nei territori, nelle comunità.
Il ruolo del territorio
La Legge di Bilancio 2026 conferma un orientamento ormai chiaro: il futuro del Servizio sanitario nazionale passa anche dal territorio, dalla continuità assistenziale e dalla capacità di rispondere in modo strutturale alla cronicità, alla fragilità e alla non autosufficienza. Assistenza domiciliare integrata, dimissioni protette, telemedicina e prevenzione diventano componenti ordinarie del sistema, non più risposte emergenziali. È una visione moderna e al passo con l’Europa della sanità, più vicina alle persone e alle comunità, capace di ridurre ospedalizzazioni evitabili e migliorare la qualità della presa in carico.
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