Ecografia bedside: il progetto che innova la presa in carico degli anziani fragili

L’introduzione dell’ecografia bedside (EBS) nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) rappresenta una delle più significative innovazioni organizzative e clinico-assistenziali sviluppate negli ultimi anni per la presa in carico delle persone anziane fragili.

L’esperienza, ideata dalla Dott.ssa Jennifer Vedruccio, attualmente Coordinatrice dei Servizi Socio-Sanitari dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona ISPE del Salento, nasce nel 2022 con l’obiettivo di introdurre un nuovo modello di diagnostica di prossimità nelle RSA. Il progetto è stato inizialmente sviluppato nelle A.P.S.P. della Provincia Autonoma di Trento e successivamente implementato nel Salento, dimostrando come l’impiego dell’ecografia portatile direttamente al letto del paziente possa migliorare significativamente la tempestività diagnostica e la qualità dell’assistenza, riducendo il ricorso a trasferimenti ospedalieri e a esami diagnostici invasivi.

L’ecografia bedside integra la valutazione clinica del medico, consentendo di ottenere immagini immediate e affidabili che orientano rapidamente le decisioni terapeutiche, con particolare beneficio per gli ospiti affetti da patologie croniche, multimorbilità e in Cure Palliative.

Nel contesto trentino, il progetto è stato reso possibile grazie alla donazione delle apparecchiature da parte della Fondazione Il Sollievo Onlus, dell’Associazione Rencureme Onlus e di alcune Casse Rurali locali, consentendo l’avvio di una sperimentazione che ha portato alla definizione di nuove procedure assistenziali basate sulla diagnostica bedside.

Nel Salento, invece, l’acquisto dell’ecografo è stato finanziato attraverso i proventi della sperimentazione di dispositivi wearable realizzata presso le RSA ISPE, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Biomedica dell’Università del Salento e l’Università di Bari. Il progetto ha rappresentato un esempio concreto di integrazione tra ricerca scientifica, innovazione tecnologica e pratica clinica, valorizzando strumenti per il monitoraggio continuo e il supporto alle diagnosi a distanza.

I risultati ottenuti sono particolarmente significativi: circa il 77% delle ipotesi diagnostiche formulate durante la valutazione clinica ha trovato conferma attraverso l’ecografia bedside. Questo ha consentito di ridurre sensibilmente il ricorso a esami strumentali più invasivi e di evitare numerosi trasferimenti impropri verso le strutture ospedaliere.

L’impiego dell’EBS si è rivelato particolarmente efficace anche nella gestione delle Cure Palliative, permettendo una valutazione più rapida di sintomi quali dolore, tumefazioni, versamenti e complicanze respiratorie, migliorando il comfort della persona assistita e limitando procedure e spostamenti potenzialmente gravosi. L’attività è regolamentata da una specifica procedura aziendale che ne disciplina modalità operative, indicazioni cliniche e responsabilità professionali.

Questa esperienza dimostra come l’innovazione tecnologica, quando accompagnata da adeguata formazione, organizzazione e collaborazione tra istituzioni sanitarie, enti del territorio e mondo accademico, possa tradursi in un concreto miglioramento della qualità dell’assistenza territoriale. Il modello sviluppato dalla Dott.ssa Jennifer Vedruccio rappresenta un esempio di buona pratica replicabile, capace di coniugare appropriatezza clinica, sostenibilità del sistema sanitario e centralità della persona, offrendo un riferimento per l’evoluzione della sanità territoriale italiana.
 

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